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Gli analisti della parola rappresentano oggi i più
straordinari intellettuali mai apparsi sul pianeta.
In quanto eredi dei sofisti, dai quali riprendono il gesto
inaugurale dell’intelligenza, gli analisti della parola sono coloro che
conoscono e non possono non conoscere la scienza della parola, cioè la
struttura del linguaggio e la sua pratica. Giungendo ad affermare che il
linguaggio è la condizione e l'avvio di qualsiasi cosa. L'origine e il
principio, ciò che gli umani hanno cercato da quando esistono.
Senza linguaggio ogni cosa cessa di esistere poiché cessa di
essere qualcosa per qualcuno. Se si toglie il linguaggio non c'è più nulla
da pensare, nulla che possa significare qualcosa, nulla che possa produrre
un senso. Il linguaggio è la condizione e la struttura stessa del pensare,
quel pensare che definisce gli umani come tali.
Il linguaggio istruisce letteralmente il pensiero, dando a
esso quella forma e quella struttura che ciascuno si trova incessantemente
a produrre. Fuori dal linguaggio nulla. Nel linguaggio, l'esistenza stessa.
Praticare la parola è praticare la condizione di qualsiasi
pensiero, e di seguito la condizione per costruire la nozione di certezza,
verità, immagine, o qualunque idea che possa accadere di costruire, e tutto
ciò che il pensiero è in condizioni di costruire.
L'Associazione Scienza della Parola, fondata nel 1992,
ha incessantemente percorso questo cammino teorico, mai derogando al suo
obiettivo: praticare l'intelligenza. Scommettendo su di essa la sua più
importante partita.
Luciano Faioni
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