|
HOME ASSOCIAZIONE ATTIVITÀ CONFERENZE CORSI LINGUISTICA TEORIA DEL LINGUAGGIO PSICANALISI RETORICA SOFISTICA |
2003
|
PRESENTAZIONE
Il pensiero rappresenta la sola ricchezza possibile, poiché gli umani pensano, qualsiasi criterio di valutazione di qualunque cosa muoverà dal pensiero, che consente sia giudizi di esistenza delle cose quanto giudizi di valore su di esse. Tolto il pensiero, la possibilità di giudizio è cancellata, così come la possibilità del giudizio di esistenza di qualunque cosa. Ma il pensiero, che consente agli umani di dirsi, e quindi di essere tali, come procede se non attraverso un sistema che prevede una premessa da cui muovere, dei passaggi intermedi e una conclusione? Potrebbe non essere questo? In ogni caso, qualunque sarà stata la risposta, sarà stata utilizzata questa struttura. La struttura di cui stiamo parlando è comunemente nota come linguaggio, vale a dire principalmente un sistema inferenziale, qualcosa che consente di muovere da una premessa e giungere a una conclusione. Nel caso non si desse tale struttura, qualunque attività di pensiero cesserebbe e, insieme con essa, qualunque altra cosa. Se nego questo, allora per negarlo lo confermo, poiché per negarlo sarò costretto a utilizzarlo. Chiamiamo tutto questo una necessità logica. Non potendo non tenere conto di queste considerazioni, la psicanalisi allora appare l’unico modo di pensare che non richieda atti di fede in affermazioni che non possono né potranno essere provate. Poiché per provare qualcosa è necessario un criterio di prova, e poiché qualunque criterio di prova che non sia costruito unicamente sulla struttura del linguaggio apparirà arbitrario, allora la psicanalisi sarà il solo modo di pensare necessario. Tale necessità coinvolgerà la sua efficacia: così come sarà stato necessario affermare tutto ciò che avrà affermato, allo stesso modo la sua efficacia. Se ciascuno tenesse conto del funzionamento del linguaggio, cioè della condizione per potere pensare allora, sapendo che cosa muove e sostiene ciò che pensa, saprebbe anche necessariamente, perché non potrebbe non saperlo, che qualunque cosa avrà pensata sarà stata mossa da altri pensieri, costruiti da altri pensieri, e cioè da quella struttura che chiamiamo linguaggio, e che pertanto il referente di qualunque cosa non potrà essere che un altro elemento linguistico. Procedendo in questo modo, non soltanto la psicanalisi si sarà data uno statuto teorico necessario, ponendosi pertanto come il solo modo di pensare necessario anziché assolutamente arbitrario, ma avrà stabilito anche quale percorso sarà necessario seguire per intendere come funziona il proprio discorso, e quindi sapere perché si pensa nel modo in cui si pensa. Una psicanalisi che si impone come teoria del pensiero, delle sue condizioni, della sua possibilità e della sua struttura; una teoria del pensiero fondata sulle condizioni stesse del pensiero: la struttura del linguaggio. Qualunque altro percorso, essendo fondato su affermazioni arbitrarie, riprodurrà all’infinito quella stessa arbitrarietà su cui si fonda: ciascuna conseguenza, ciascuna conclusione, varrà quanto la sua contraria, con tutto ciò che inevitabilmente segue per chiunque accolga tali conclusioni come vere. In questo la psicanalisi che sarà presentata nelle conferenze mostrerà la differenza da qualunque altra: l’assoluta coerenza dell’impianto teorico che la sostiene, la potenza delle sue conclusioni, la semplicità con cui raggiunge i suoi obiettivi. Luciano Faioni
|