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PRESENTAZIONE
Il
pensiero rappresenta la sola ricchezza possibile, poiché gli umani pensano,
qualsiasi criterio di valutazione di qualunque cosa muoverà dal pensiero,
che consente sia giudizi di esistenza delle cose quanto giudizi di valore
su di esse. Tolto il pensiero, la possibilità di giudizio è cancellata,
così come la possibilità del giudizio di esistenza di qualunque cosa.
Ma il pensiero, che
consente agli umani di dirsi, e quindi di essere tali, come procede se non
attraverso un sistema che prevede una premessa da cui muovere, dei passaggi
intermedi e una conclusione? Potrebbe non essere questo? In ogni caso,
qualunque sarà stata la risposta, sarà stata utilizzata questa struttura.
La struttura di cui stiamo parlando è comunemente nota come linguaggio,
vale a dire principalmente un sistema inferenziale, qualcosa che consente
di muovere da una premessa e giungere a una conclusione. Nel caso non si
desse tale struttura, qualunque attività di pensiero cesserebbe e, insieme
con essa, qualunque altra cosa. Se nego questo, allora per negarlo lo
confermo, poiché per negarlo sarò costretto a utilizzarlo. Chiamiamo tutto
questo una necessità logica.
Non potendo non
tenere conto di queste considerazioni, la psicanalisi allora appare l’unico
modo di pensare che non richieda atti di fede in affermazioni che non
possono né potranno essere provate. Poiché per provare qualcosa è
necessario un criterio di prova, e poiché qualunque criterio di prova che
non sia costruito unicamente sulla struttura del linguaggio apparirà
arbitrario, allora la psicanalisi sarà il solo modo di pensare necessario.
Tale necessità coinvolgerà
la sua efficacia: così come sarà stato necessario affermare tutto ciò che
avrà affermato, allo stesso modo la sua efficacia. Se ciascuno tenesse
conto del funzionamento del linguaggio, cioè della condizione per potere
pensare allora, sapendo che cosa muove e sostiene ciò che pensa, saprebbe
anche necessariamente, perché non potrebbe non saperlo, che qualunque cosa
avrà pensata sarà stata mossa da altri pensieri, costruiti da altri
pensieri, e cioè da quella struttura che chiamiamo linguaggio, e che
pertanto il referente di qualunque cosa non potrà essere che un altro
elemento linguistico.
Procedendo in
questo modo, non soltanto la psicanalisi si sarà data uno statuto teorico necessario,
ponendosi pertanto come il solo modo di pensare necessario anziché
assolutamente arbitrario, ma avrà stabilito anche quale percorso sarà
necessario seguire per intendere come funziona il proprio discorso, e
quindi sapere perché si pensa nel modo in cui si pensa.
Una psicanalisi che si impone come teoria
del pensiero, delle sue condizioni, della sua possibilità e della sua
struttura; una teoria del pensiero fondata sulle condizioni stesse del
pensiero: la struttura del linguaggio.
Qualunque altro
percorso, essendo fondato su affermazioni arbitrarie, riprodurrà all’infinito
quella stessa arbitrarietà su cui si fonda: ciascuna conseguenza, ciascuna
conclusione, varrà quanto la sua contraria, con tutto ciò che
inevitabilmente segue per chiunque accolga tali conclusioni come vere.
In questo la
psicanalisi che sarà presentata nelle conferenze mostrerà la differenza da
qualunque altra: l’assoluta coerenza dell’impianto teorico che la sostiene,
la potenza delle sue conclusioni, la semplicità con cui raggiunge i suoi
obiettivi.
Luciano Faioni
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